Stasera si conclude il campionato, il cui amaro verdetto nei nostri confronti è già scritto.

 

Eravamo appesi ad un esile filo, inesorabilmente spezzato dalla decisione del Tribunale Federale, che non condividiamo ma rispettiamo.

 

Tanti errori sono stati commessi, in più occasioni e a più livelli, non possiamo nasconderlo, ma è mancato anche quel pizzico di fortuna, sempre necessario soprattutto quando le imprese sono al di sopra delle proprie possibilità.

 

Abbiamo anche quest’anno sfidato le leggi dell’economia e potevamo farcela.

 

Resta tanta amarezza, mai rassegnazione; amarezza per aver vinto cinque partite nelle prime undici (che ci hanno fatto sperare) e poi assommare nei restanti 18 incontri (salvo quello che accadrà stasera) solo quattro punti.

 

Si poteva fare altro; certamente. Resta, però, in noi l’intima consapevolezza di aver fatto quello che potevamo, con tutte le nostre energie, consapevoli che la storia del Basket Agropoli non può arrestarsi ma dover continuare, purtroppo non come avremmo voluto ma nei limiti di ciò che è possibile.

 

Perdere il proscenio della serie A non è cosa da poco; se ne accorgeranno anche gli scettici.

 

Eravamo in un mondo – cui forse non apparteniamo – che ha fatto la storia del Basket in Italia e, per molti versi, anche in Europa.

 

Era un fattore di grande orgoglio per la città, inserita in un circuito sportivo che la proiettava in una realtà nazionale di primissimo piano.

 

Peccato sia finita, speriamo solo per ora.

 

Abbiamo coltivato un sogno, che ci ha dato non solo l’attuale amarezza ma anche grandi soddisfazioni. E possiamo gridare ad alta voce e con grande determinazione, in uno a tanti Agropolesi e Cilentani, che non l’abbiamo solo coltivato ma noi lo abbiamo anche intensamente vissuto.

 

La società, ringrazia, con affetto e calore, i propri soci e tesserati, lo staff tecnico, i giocatori, gli sponsor e i sostenitori, le Amministrazioni Comunali di Agropoli e di Torchiara - che hanno consentito lo svolgimento del campionato - e da ultimi, ma non per ultimi, i tanti tifosi e tutti i cittadini di Agropoli e del Cilento che sono stati vicini anche nell’avversa sorte.

                     

                                                                                                                                                                     - La Società -

 

22 APRILE 2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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